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[il respiro del vento] 45*

Dal "quadrato" riuscivo a vedere perfettamente la barca di Filippo.
Non era ancora rientrato ed era quasi mezzanotte.
Iniziai a pensare che forse aveva ragione Lara, avrei dovuto chiamare.
Infondo Filippo era convinto che fossi felicemente fidanzata, e non avrei
dovuto stupirmi se lo avessi visto rientrare con una donna.
I chupiti di "scaldacuore" erano diventati 8. Le due socie reggevano l'alcool
più di quanto potessi immaginare. Io invece ero completamente ubriaca. 
Però mi sentivo leggera.
Andando in bagno sentii trillare il cellulare. Un sms di Paolo.
"Sono stato bene!"
Rimasi a fissare il diplay cercando un modo simpatico ma chiaro per replicare
che gradivo la sua compagnia, ma non desideravo spingermi oltre.
Ci eravamo scambiati un bacio, nel pomeriggio, prima di tornare
e se non avessi rivisto Filippo forse avrei potuto anche considerare l'idea.
E non avrei mai ringraziato abbastanza il cielo per non esserci andata a letto.
C'era un nodo da sciogliere, nella mia vita.Quella era la sera giusta.
Mandai un cortese ma esplicito messaggio
"Anche io! Buona serata. A presto"
Poi inserii la vibrazione e tornai al tavolo.
Filippo arrivò di lì a mezz'ora. Insieme a Daniel.
Li vidi camminare lentamente
"slow motion"
Come quando arrivavano insieme in piazzetta, il pomeriggio, ai tempi del liceo.
Daniel con i capelli ingovernabili, le mani in tasca e quel sorriso malandrino,
Filippo un passo dietro di lui, assorto nei suoi pensieri, le labbra imbronciate.
Mi sembrò di tornare indietro nel tempo.
Attraversai la strada e mi trovai davanti alla passerella che portava a Benedicta
Quando mi vide Filippo trasalì.
- Cecilia, che ci fai qui? è successo qualcosa?
Nella sua voce una nota di apprensione.
Dovevo essere stata problematica fin da ragazzina, se ogni volta che mi vedeva gli veniva l'ansia!
Gli occhi di Daniel mi pungevano.
- Tranquillo, nessuno è in pericolo! sono venuta per parlare con te.
- Filippo, se vuoi vado a fare un giro, torno tra un po'
La voce di Daniel non sortiva alcun effetto.
- No, aspetta. Cecilia come sei venuta?
- Macchina.
- Non hai una giacca?
- Ehm...no.
- Daniel, tu resta, io e Cecilia andiamo a fare due parole in macchina. Ehi sei gelata!!
- Dov'è finita la fidanzata del mese? l'hai buttata in un cassonetto?
Non riuscii a trattenermi.
Daniel mi guardò stupito e scoppiò a ridere.
Filippo mi guardò serio.
- Me lo ha detto Valentino che è la ragazza del mese, non è farina del mio sacco...
Mi giusitificai.
- Cecilia, hai bevuto?
- Nooooooooo
- Parli come se avessi due biglie in bocca.
- Ah...ecco...sì, per ingannare il tempo...perchè faceva freddo...tua madre ha detto
che sareste andati a cena ai Giardini del sole ma non c'eravate..
- Mia madre? sei stata dai miei?
- Sìììììììììì e a proposito ti devo chiedere un paio di cose...
La voce di Daniel, come il profeta sulla montagna.
- Portala a casa, so cavarmela da solo.
- No no, non vorrei mai che lasciassi il tuo socio per far compagnia a me...
- Sta tranquilla, il mio socio è maggiorenne. Dammi le chiavi.
- Di cosa?
- Della macchina. Oppure andiamo con la mia?
- Hai una macchina?
- Quella di mio padre, Cecilia.
- No, andiamo con la mia...sì guida tu...oddio mi gira la testa...
E svenni.

Pubblicato il 10/11/2006 alle 16.15 nella rubrica Cose che ho scritto [4].

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