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[il respiro del vento] 42*

- Quanto si ferma?
- Il piano era restare, ora che sa che non ce n'è non credo abbia intenzione di mettere radici!
- Dove lo trovo?
- Dai suoi, credo. Perchè non gli telefoni?
- non voglio dargli il tempo di trovare un'altra scusa.
Lara mi guardò di sottecchi.
- Tu gli hai detto che ho un altro, lui mi dirà che è venuto a trovare i suoi, e tra le altre cose, a sincerarsi che stessi bene. Stavolta lo metto alle corde!
- Prova anche in darsena. E' arrivato con la barca.
Uscii senza giacca in una fredda serata di dicembre.
L'entusiasmo del ponte festivo era scemato, lasciando spazio a nuove emozioni.
Avevo un'altra possibilità e non intendevo lasciarla sfuggire. Andavo a giocarmela.
Arrivai davanti a casa dei suoi dopo aver cercato inutilmente parcheggio per quasi mezz'ora.
La signora Edvige mi accolse come una figlia.
Scambiai i soliti convenevoli mentre smaniavo per sapere di Filippo.
- Fili è uscito  a cena con Daniel.
Un pugno in pieno viso.
- C'è anche Daniel?
- Sì, sono arrivati da Siviglia insieme. Pensavo vi foste incontrati...
- Sì, ho visto Filippo di sfuggita, non sapevo ci fosse anche Daniel..
- inseparabili, come ai tempi della scuola. confesso che mi è spiaciuto sapere che tra voi
non ha funzionato...sarò onesta, mi sarebbe tanto piaciuto che ti fidanzassi con mio figlio.
Con tutte le pazzie che ha fatto per te, quand'era adolescente.
- Pazzie? addirittura?
- Come no?! da piccole cose, come rinunciare alla racchetta da tennis in fibra di carbonio per comprarti quel pelouche gigantesco, alla cura dimagrante che per poco non lo uccide un 'estate, alle litigate con Silvana perchè aveva lo sgabuzzino tappezzato di foto tue. Le ha portate via tutte, quando è partito.
Rimasi in silenzio, davanti alla madre di Filippo.
Collegai diverse cose, Silvana Corelli, che il giorno delle nozze col notaio, quando Lara ed io andammo in camera sua a farle un saluto prima della cerimonia, mi disse che col tempo era riuscita a perdonarmi, ed io non avevo capito cosa intendesse.
- non le ha detto dove andavano a cena?
- no cara, anche se, abitudinari come sono, saranno alla solita pizzeria dove andavano da ragazzi.
Mi congedai dalla signora Edvige con un bacio e urlai un saluto al marito seduto in soggiorno.
Salii in macchina, direzione centro, parcheggiai in piazzetta dove trovai Biagio, Elena e gli altri, chiesi a loro che sopresi risposero che non sapevano dell'arrivo dei due amici.
Al ristorante "i giardini del sole"  il titolare mi disse di non averli visti.
Andai al porto.
Parcheggiai davanti al distributore e mi diressi verso la banchina nord.
Il respiro del vento era ormeggiato nel porticciolo turistico, davanti alla gelateria Blumare.
Un faro la illuminava. Era bellissima. Magica.
Vidi una luce e la presenza di qualcuno all'interno.
Salii lentamente, respirando forte per infondermi coraggio.
Mi avicinai per bussare quando la presenza aprì la porta della cabina.
Bionda naturale, uno stacco di coscia da fare invidia a una velina e due occhi nocciola dal taglio orientale.
Non mi uscirono parole.
- sì?
- scusi devo avere sbagliato!
- chi cerca?
- nessuno, sul serio...
- è qui per Filippo? devo dirgli qualcosa?
Con quel poco di voce che era rimasta in gola, prima di iniziare a singhiozzare recitai,
come una preghiera silenziosa:
- per cortesia, dica che la "sua ragazza preferita" lo lascia andare...

Pubblicato il 8/11/2006 alle 10.0 nella rubrica Cose che ho scritto [4].

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