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[il respiro del vento] 40*

Superai l'ennesimo scoglio e venne l'inverno.
Lara sentiva Filippo, ne ero certa ma non osavo domandarglielo.
Daniel mi mandò gli auguri di Natale.
Forse pensava che non avrebbero avuto risposta, invece lo sorpresi.
Risposi con cortesia ed educazione, senza lasciare spazio a repliche.
Nessun appiglio per poter riallacciare i contatti.
Avevo capito me, lui, la situazione. Avevo rielaborato il lutto. Assimilato il concetto.
Metabolizzato la botta. Ed ero finalmente riuscita ad eliminarla come una tossina
che evapora col sudore. Oguno aveva la propria vita, e andava bene così.
Con Filippo invece la situazione non era chiara ma la frequentazione con Paolo,
diventata assidua nell'ultimo periodo, aveva offuscato un po' il pensiero.
Andammo a sciare per il ponte della Befana.
Decisi al mattino presto e non ebbi neanche il tempo di dirlo a Lara,
che era in un agriturismo nelle Marche con Davide.
Furono giornate divertentissime.
Paolo dimostrava un forte interesse nei miei confronti e decisi di lasciarmi andare
e provare a vedere se funzionava.
Quella che era una timida amicizia nel weekend si trasformò.
Tornai da quella mini vacanza rigenerata. Lara fu sorpresa di vedermi così felice.
Quando le raccontai di Paolo cambiò espressione, trovò una scusa e andò in terrazzo
col cellulare. Squillò il citofono e si catapultò a rispondere ma non fece parlare l'interlocutore
gridando che stava scendendo. Prese il cappotto, la borsa e corse giù dalla scale.
Il cellulare trillò sul tavolo della cucina. lo aveva dimenticato.
lo presi in mano e vidi il suo nome sul display.
Filippo
Feci una cosa che mai avrei pensato di fare nella vita:
sbirciai nel telefono di Lara e vidi che l'ultima telefonata in uscita era proprio di Filippo.
Era qui. Forse era lui al citofono. Lara non me lo aveva detto.
Non voleva che lo sapessi.
L'euforia della vacanza sulla neve si trasformò in sospetto e poi ansia.
Presi il piumino e scesi per cercare di capire.
Davanti al portone Lara parlava in fretta mentre Filippo la guardava in silenzio.
Interruppi la conversazione col fuoco negli occhi.
Lara si voltò e rimase senza parole.
Fino a quel momento avevo pensato ad una tresca tra loro,
quando li guardai in faccia capii la verità. Filippo era lì per me. 
Lara gli aveva spiegato che avevo perdonato Daniel, che stavo bene, 
avevo ripreso in mano la mia vita e finalmente capito di essere innamorata di lui;
così lo aveva chiamato. Era tornato per me.
Lara non immaginava che quel ragazzo carino, l'insegnante di nuoto di Martina,
diventasse qualcosa di più di un semplice amico.
Tantomeno lo stesso weekend in cui era previsto l'arrivo di Filippo.
Rimanemmo tutti in silenzio.
Filippo mi abbracciò forte, sussurrò che era venuto a vedere se "la sua ragazza preferita"
stava bene, abbracciò Lara e risalì in macchina.
La mia amica mi guardò come se non mi vedesse e salì in casa.

Pubblicato il 6/11/2006 alle 14.5 nella rubrica Cose che ho scritto [4].

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