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[il respiro del vento] 23*

Sembrava che Filippo si fosse trasferito in pianta stabile ad Auckland
e che non avesse più intenzione di tornare.
Talvolta incontravo la madre, mi portava i suoi saluti.
Filippo sarebbe rimasto in Nuova Zelanda, con la fidanzata indigena.
Decisi di farmene una ragione.
Lara sostenne una decina di esami poi cambiò facoltà.
Scienze politiche. Le convalidarono quasi tutti gli esami e provò a darne altri.
Trovai lavoro al centro commerciale, cassiera nell'ipermercato.
30 ore a settimana. Ripresi l'attività fisica e cambiai disciplina buttandomi sul nuoto.
Nella piscina coperta conobbi un pallanuotista. Straniero.
L'asso che avrebbe fatto vincere il campionto alla squadra cittadina.
Mi innamorai follemente. Anche lui.
Così mi fece credere. E ci riuscì così bene che se non fosse stato per l'arrivo della
fidanzata Svetlana, avrei creduto che mi portasse via con lui.
Un anno stupendo, uno scudetto ed una coppa, e tornò al suo Paese con Svetlana.
Io rimasi a leccarmi le ferite e arrivò l'ennesimo Natale.
Daniel Fossati non aveva sfondato come attore, più che altro qualche comparsata in fiction
minori e un ruolo di passante in un film dove venne notato dalla moglie di un produttore
(non poteva essere altrimenti) e fu segnalato ad una casa editrice che pubblicava fotoromanzi.
Di lì a poco emerse nel mondo dei fotoromanzi col nome d'arte Danny Foss.
Che strazio. Era partito credendosi il nuovo Brad Pitt ed era finito sulle strisce di un mensile
per adolescenti. Sorrisi pensando che qualcuno lassù mi voleva bene!

Pubblicato il 3/10/2006 alle 18.12 nella rubrica Cose che ho scritto [4].

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