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Jericho
E' meglio essere ottimisti, e avere torto, piuttosto che pessimisti e avere ragione


Diario


10 ottobre 2006

[il respiro del vento] 27*

Avevo 26 anni, Filippo Giorgi era tornato da un viaggio intorno al mondo durato anni
e forse era la volta buona per noi. Credevo, speravo, pregavo lo fosse.
Max si defilò elegantemente. Iniziammo a frequentarci in compagnia, senza fretta.
Sentivo che sarebbe arrivato il famoso momento in cui ci saremmo detti qualcosa di importante.
Mi invitò un weekend fuori città. Trascorremmo tre giorni in giro per città d'arte e musei.
Sembrava un test di compatibilità. Inutile dire che eravamo d'accordo quasi su tutto.
Al nostro rientro a casa la sopresa: Adam direttamente dal Texas con armi e bagagli.
Non era venuto in Italia per me, ovviamente, però Mamma era stata così gentile da offrirgli
ospitalità in casa nostra fino alla sua partenza per la Sicilia, quattro giorni dopo, dove avrebbe raggiunto altri amici in vacanza. Ero sconcertata. Dopo quel full immersion di tre giorni con Filippo ne feci un altro con Adam, facendogli da Cicerone nella mia città e presentandolo alla compagnia come l'amico del Texas.
Sentii che l'incantesimo si era rotto quando la settimana dopo arrivò in città Cristina,
"quella dei villaggi del Ventaglio", con una nuova proposta, totalmente disinteressata per Filippo.
Responsabile sport nautici nel villaggio di Akumal, Messico.
Filippo accettò. Tornare a studiare era escluso e la mancanza di un lavoro lo fece capitolare.
Ci separammo da buoni amici quali eravamo (in fondo non era accaduto niente) lo salutai col mio solito sorriso e mi sentti morire dentro.
La solita tempestività di Daniel nell'apparire nei momenti di bisogno mi sembrò provvidenziale.
Non mi fidavo di lui, usicmmo solo a bere una sera.
Mi parlò di Cinecittà, della sua vita a Roma e della piega che stava prendendo la sua carriera.
Mi intenerì il suo fervore.
Provò a baciarmi e prese una centra in piena faccia.
Non mi scusai neppure.
"Un bel viso, con quello che valeva, doveva essere assicurato!"
La cosa lo colpì in più di un senso.
Era tornato convinto di esercitare il solito potere su di me e si accorse che forse i bei tempi erano passati. Finalmente, dopo esattamente 14 anni, le cose si capovolsero amio favore.




permalink | inviato da il 10/10/2006 alle 21:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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